Abbiamo Voluto questa pagina Perché volevamo dare un luogo ed un senso alla memoria collettiva di chi ha conosciuto Marino e attraverso di essa, dire ai suoi familiari che i nostri pensieri non sono solo parole, ma a distanza di un decennio si dimostrano esser autentici ed indelebili back-up.

Ciao Ambrogio,

ti confesso che ho a lungo penato per decidere se scrivere o meno qualcosa per il decennale (ahimè come passa il tempo), perchè l'aver giocato tutti quegli anni con lui e l'esser stato lì in palestra quella maledetta sera è una cosa che fa parte dei miei ricordi, della mia vita, nel bene sempre, tranne quella sera.

"Marino 7, capitano", ad ogni riconoscimento arbitrale. "Simone, 15", e poi "Simone, 18", seguiva sempre, dopo un pò. Nel mio primo anno di Virtus lui era impegnato con il servizio militare, e io in punta di piedi cominciavo a migliorare. Nel corso dell'anno ne sentivo parlare; poi lui è arrivato una sera, in licenza, e ha giocato. Senza allenamento! Ovviamente ha giocato bene, ma quella sera ovvio non fu, mi aveva stupito molto. L'anno successivo abbiamo cominciato a giocare insieme, a formare insieme agli altri una squadra, intorno a lui. A me sembrava che perfino il pallone gli obbedisse: quando a volte partiva in palleggio, poteva capitare che quasi gli scappasse di mano, ma all'ultimo momento, con l'estremità del mignolo, la riprendeva e faceva canestro.
Avrei troppe cose da ricordare, non credo che lui però gradisca troppo le smancerie e quindi chiuderei con una cosa.
Lissone, qualche giorno dopo, la partita che era stata spostata a causa del funerale. Il nome del nuovo capitano sarebbe stato deciso dai giocatori, di lì a qualche tempo, e fui avvicinato, mentre mi sistemavo la fascetta nera sulla maglia in spogliatoio, da te. Quella sera, al riconoscimento, per la prima volta nella mia "carriera", dovetti dire "Simone, 18, capitano." Fu dura. Ma fu anche un onore. Poi saltai per la palla a due e andò come andò. Si ripetè qualche altra volta, solo per la Virtus, ed è una cosa che porterò sempre con me.

Buon torneo e buon campionato.

Simone Mambrini

Ciao a tutti sono Aureliano ieri ho partecipato alla messa in ricordo di Marino.
Non l'ho conosciuto personalmente, ma da quello che ho letto nei ricordi scritti dai suoi amici, immagino che sia stato una persona speciale per tutti.
In questo momento nel suo ricordo sono vicino alla sua famiglia e fiero di indossare la maglia della Virtus che per tanti anni ha onorato .

Un abbraccio a tutti.

CIAO MARINO

AURY 99

Ciao,
so che oggi c’è il ricordo di Marino, non ho avuto il piacere di conoscerlo ma leggendo i vari commenti sul sito si intuisce che era un bravo ragazzo e che è stato qualcosa di più che un giocatore per la Virtus.

Per quello che può contare sono vicino alla Famiglia ed a Voi per il dolore che sicuramente è ancora vivo in tutti. Visto che stasera non riuscirò a presenziare alla funzione, ci tenevo a dirvelo.

Albi

Ciao Marino, come stai? come passi le giornate? con chi giochi a basket?
qui hai lasciato un vuoto grandissimo, un vuoto grandissimo e incolmabile.
Ho tantissimi piacevoli ricordi di Te,sopratutto sportivi........... comunque ne sono sicuro la ns amicizia si stava via, via sempre piu' consolidando; purtroppo il destino ha stroncato tutto sul piu' bello. Mi fa ancora oggi molto piacere ricordare quella sera in palestra a Gorla quando mi confidasti
di voler mollare un attimino il basket  perche' preso da altri impegni.
Sai lassu' il buon Dio aveva bisogno di giocatori forti per la sua squadra, in un certo senso e' stato furbo ha scelto il migliore quello che gli dava migliori garanzie.
Ho pianto tanto, tantissimo non ho vergogna a dirTelo; la tua partenza e' stata come un pugno nello stomaco difficile da assorbire.
Due sono gli eventi che meritano di essere sottolineati per dimostrare cosa sei stato e sei per me.
Come hai avuto modo di sapere io non sono fagnanese doc........nei primi anni di matrimonio il  venerdi sera voleva dire basket, partita di campionato della  Virtus e inevitabilmente Te.
Sei stato il filo conduttore che piano, piano mi ha portato a scoprire  questa bellissima realta'.
Per questo Ti saro' sempre grato.
L'altro evento e' strettamente cestistico.
Stagione 2000/2001 serie C2, una delle ultime partite della stagione decisiva per la permanenza in questa categoria non ricordo se si giocava con Calolziocorte o Robbiate (Ambrogio senz'altro se lo ricordera') entrasti come 6° o 7° uomo, conclusione girasti la partita, ovviamente a ns favore, come un calzino.
In un amen segnasti una quindicina di punti con il tuo classico canestro con scivolata sulla linea di fondo ed appoggio al tabellone. Qualc'uno anche con tiro libero aggiuntivo.
Mi ricordo ancora perfettamente la faccia dell'allenatore avversario..........non sapeva piu' che pesci pigliare, cambiava marcatura in continuazione ma il risultato era sempre lo stesso 2 PUNTI DEL NUMERO  == 7 == giallo 2 punti del CAPITANO dell'unico e solo CAPITANO.
Ti mando un sincero saluto e sopratutto ti auguro tutto il bene di questo mondo.

CIAO GRANDISSIMO E AMATISSIMO CAPITANO.
A DISTANZA DI 10 ANNI MI MANCHI ANCORA TANTISSMO.

giovanni

ciao zio Mari, io non ti ho consociuto ma la mia mamma e il mio papà mi hanno sempre parlato di te fin da quando ero un piccolo puntino nella pancia della mamma. So che sei un Angelo e per questo vegli su di me e su tutti i bambini.

Ti abbraccio forte e sappi che manchi molto a tutti noi.....con tanto affetto

Edoardo con mamma e papà

....ovunque ci sarà un campetto, tu sarai tra noi....

Toni

Ciao zio Marino

Non so esprimere quello che ho e che provo ancora per quello che è capitato mi sono solo affidato ad una frase “rubata”da chissà quale autore e che porto sempre con me che rileggo di tanto in tanto e che mi fa sentire solo un po’ meglio

È DIFFICILE SAI, PENSARTI COSI’ LONTANO
DA QUELLA VOLONTA’ SOLO TERRENA
DI CREDERE CHE IL TUTTO SIA SPAZIO,TEMPO,MATERIA
SONO QUESTE LE COSE CHE FANNO DELLA VITA UN GRANDE CARCERE
E L’EVASIONE PIU’DOLCE RIMARRA’ SEMPRE LA TUA…….

CIAO, GRANDE  MARINO,
MAESTRO DI VITA COMPAGNO DI MILLE VIAGGI,
L’AVERTI SAPUTO AMICO CI FARA’ SCONTARE PENE MENO AMARE…..

il resto è nel mio cuore ciao zio MARINO.
Biga

Ciao zio Marino!

È così che ti salutano i miei bambini alla fine delle loro preghierine ogni sera. Loro, purtroppo, non hanno avuto la possibilità di conoscerti perché il Signore ha deciso che aveva bisogno di te lassù così presto.

Mi manchi…la vita troppe volte ci travolge, il lavoro, la famiglia, gli impegni,….e proprio nei momenti inaspettati eccoti affiorare  vivido nei ricordi. Una canzone alla radio tornando dal lavoro….un raggio di sole che mi abbaglia all’improvviso….una sfumatura particolare di un tramonto in una sera d’estate ed eccoti lì…

Mi piace pensare che Dio ti abbia voluto al suo fianco proprio per suggerirgli quella particolare tonalità di colore o quel contrasto tra le nuvole e il sole…e allora il ricordo di un tuo sorriso, una battuta divertente  o di qualche frase lasciata lì in sospeso a metà…così mi strappi un sorriso, anche se fa ancora male non averti qui con noi…ti voglio bene, ciao Marino

Paola

Alla fine di marzo ci siamo dati appuntamento  dapprima in palestra (ovviamente lui aveva una partita), per poi finire in un bar.
Fu  un monologo caratterizzato da questi sentimenti:
la soddisfazione per il nuovo lavoro, la fatica di affrontare il suo nuovo stato di single e per ultimo l’eccitazione per l’acquisto della nuova moto.
Quella serata si Concluse con una poesia di Padre Turoldo, che mi disse essere diventato il suo incipit quotidiano

“Con angoscia ti fuggo, o Luce, ma sulla stessa via sempre t'incontro.”

Come non ricordare le sue passioni; il mare (praticamente era un pesce), ed  il sole, i cui colori, non a caso, sono richiamati nel suo monumento funebre.
Colori che hanno trovato la perfetta simbiosi nella sua passione per eccellenza: il basket e la Virtus.

A chiunque frequenti la palestra, è capitato di sentirsi chiedere da qualche giovane “di chi era quella maglia numero sette”.
Ebbene non parliamo di lui con rimpianto, ma proviamo a ricordare le cose che ci ha dato.
E' sicuramente un modo in più per ricordarlo.
Anche se è dura almeno proviamoci.

Ciao  Virtusizzato
Marino - Pres

Ciao CAPITANO,

per prima cosa Grazie Rosella, hai rotto il ghiaccio. L’altra sera alla partita della nostra Virtus qualcuno mi ha chiesto di scrivere un ricordo di Marino, di prim’acchito ho detto di no, per un motivo molto semplice, non volevo e non voglio tutt'ora monopolizzare ne il sito, ne l’occasione. La preghiera, che preghiera non è, è uscita una notte di 10 anni fa, non di getto, l'ho letta, riletta, corretta e ricorretta; il conflitto di sentimenti che ho provato allora non volevo riviverlo. Poi ci ho ripensato, lo scrivo volentieri perché mi sento di dare un taglio diverso più realistico, ancorato alla vita vissuta ed agli aneddoti che si ricordano volentieri.

Vedi Rosella, l’altro giorno, leggendo la tua, non ce l’ho fatta a trattenere una lacrima ma nello stesso tempo ho sorriso, un sorriso sincero, per niente forzato insomma: piangevo e ridevo, ripensando ai momenti, tanti negli anni, vissuti con Marino e con la Virtus.

Agli appassionati di Basket, a chi non lo ha conosciuto, ai giocatori vecchi e nuovi voglio ricordare un Capitano solare, mai abbronciato che si divertiva anche nella fatica della preparazione e degli allenamenti. Marino è stato quello che si definisce un giocatore atipico, vale a dire un giocatore senza un ruolo predefinito che poteva girare sia da esterno che da interno dando sempre un valido contributo sia in termini di resa sul campo che di imprevedibilità, per la rabbia di chi doveva difendere su di lui: non sapeva mai come prenderlo. Una dote fantastica era il senso del canestro, in qualsiasi posizione si trovasse sul campo, Marino sapeva dov'era il canestro, anche se non lo vedeva. Più di una volta, si ricordano canestri impossibili e poi andava alla linea di tiro libero, si girava spalle a canestro, tirava e segnava.

Oh Capitano, mio Capitano ( O Captain ! – My Captain ! ), l'accostamento con la poesia di Walt Whitman del 1865 dedicata dall'autore, dopo la tragica morte, ad Abramo Lincoln, ha un richiamo alla figura del capitano, del condottiero, ma preferisco di più accostare il titolo, ed il Nostro Capitano, al più noto Film di Peter Weir che da quella poesia ha preso spunto e ne ha sviluppato la trama: “L'Attimo Fuggente”, del 1989, con uno straordinario Robin Williams come protagonista. I giovani di un college del Vermont di fine anni '50, un insieme di caratteri diversi e di aspirazioni diverse, tenuti insieme da un Capitano, il Professor Keating, eccentrico, fuori dagli schemi che dava libertà di espressione e di fantasia. “Cogli l'attimo”, “carpe diem” e Marino, oltre che libero ed estroverso non potevi legarlo ad uno schema, sapeva inventare, sapeva divertirsi e far divertire, sapeva “cogliere l'attimo”.

Spesso si dice che la realtà supera la fantasia, è diventato ormai un luogo comune e lo si adopera, a volte a sproposito, anche in senso negativo, voglio ribaltare questo modo di pensare e concludere questa mia svelando un aneddoto: 10 anni fa avevo chiuso il saluto a Marino con una frase che richiamava il cantare a squarciagola confusi in un playback. Bene, quel richiamo aveva poco di fantasia: con Marino a fianco, nei rientri dalle trasferte, spesso ci si trovava a cantare seguendo le canzoni trasmesse dalla radio, in modo soffuso quando, per esempio, dietro c'era Luca che dormiva o altro passeggero, a volume un po' più alto, rimanevamo sempre per ultimi, quando lo accompagnavo a casa. Brani di musica Italiana o Pop Angloamericano (con il nostro inglese maccheronico) non importava, bastava trovarne una bella da cantare.

Enrico Ruggeri con il Dr. Mimmo Locasciulli sono gli autori e gli interpreti di “Confusi in un playback” (e questo è risaputo), una notte, non potevamo fermarci a canzone appena iniziata, abbiamo girato due o forse tre volte l'isolato cantando a squarciagola..........

Ciao Capitano – CIAO MIO CAPITANO
Un Fortissimo Abbraccio

Ambrogio

Ciao zio Mari,

perché era così che comunemente ti chiamavamo io Bea e Giulia. E’ così che si comincia una lettera ad una persona che non è mai partita, che non se n’è mai andata; mi chiedo allora : cosa raccontarti di ciò che già non sai, perché, anche se tu manchi agli occhi della nostra esperienza, sei visibile agli occhi dei nostri cuori ogni giorno, ogni singolo istante, dove ogni pensiero mi conduce a te.

A te che sei improvvisamente scomparso dalle nostre vite, a te che in una sera di primavera hai infranto sull’asfalto tutti i tuoi sogni. Inutile dirti che il dolore a volte è ancora così soffocante da non lasciarti respirare, che il mio cuore è un cristallo in frantumi. Ciò che è accaduto non ha senso: non ha senso morire nel pieno della vita, andarsene in una sera di primavera quando tutta la natura attorno a te sta per rifiorire, rinascere, rinnovarsi. Mi mancano i tuoi caldi abbracci, le tue parole di conforto, la tua dolcezza.

Non eri solo un fratello per me! Tu eri “ il mio capitano”, chi sapeva quale viaggio intraprendere , chi aveva sempre la rotta giusta da mostrare anche se a volte andava contro corrente. Io credo però, che tu non sia molto lontano da me, Mari , perché ogni volta che guardo la realtà, che scopro qualcosa di bello di grande e vero, i miei occhi, il mio cuore, la mia testa guardano anche per te . I venti del destino, che nessun uomo governa, ci hanno separato , ma non per sempre : io ho una speranza che diventa certezza nella fede, che un giorno ci rincontreremo e giocheremo insieme la nostra partita migliore, quella che la vita tanto avida ci ha tolto la possibilità di giocare quaggiù. Ci incontreremo là, su quel campo da basket, che solo un po’ in anticipo tu hai preteso di solcare, segnando forse il canestro migliore di tutte le partite, quello decisivo, quello che conduce lontano, che porta alla meta e che dà senso a tutto il nostro peregrinare.

E tu sarai là ad aspettarmi e da quel momento inizieremo un viaggio insieme che più nessuno avrà il diritto di negarci. Mari ti voglio bene.

La tua Rò!